GT. 32 Governance societaria e poteri pubblici nei processi di transizione, alla luce dell’integrazione europea
Grupo de trabajo: Governance societaria e poteri pubblici nei processi di transizione, alla luce dell’integrazione europea
Coordina: Carlo Amatucci, Lucia Picardi (Università degli Studi di Napoli Federico II)
Resumen: Il processo di transizione digitale, ecologica e sociale delle imprese – obiettivo strategico di rilevanza centrale in ambito UE per il prossimo trentennio – concorre a determinare una ridefinizione dei rapporti tra autonomia privata e intervento pubblico in ambito economico.
Da un certo punto di vista, sono gli stessi soggetti pubblici, soprattutto mediante l’adozione di modelli organizzativi di tipo societario, a fornire un contributo essenziale allo sviluppo di una cultura imprenditoriale che sia finalizzata a promuovere l’innovazione tecnologica senza, però, trascurare le esigenze «altre», quali la sostenibilità ambientale o gli interessi delle comunità di riferimento.
Osservando la questione da altra prospettiva, può rilevarsi come la tendenza a sviluppare delle politiche di trasformazione digitale e green incida fortemente nella declinazione dei meccanismi di governance societaria: tali processi decisionali dell’impresa non richiedono soltanto un mero bilanciamento tra le diverse istanze attribuibili ai soci, ma esigono necessariamente anche la valutazione di quegli interessi «esterni», di rilievo collettivo, che trovano riconoscimento e tutela attraverso interventi di carattere normativo e amministrativo.
Sotto tale profilo, una ricognizione dei dati di diritto positivo consente di rilevare come il regolatore politico adotti sempre più di frequente la scelta di prevedere ab externo specifici limiti o parametri d’azione che, incidendo nelle scelte organizzative e gestionali delle società, sono in grado di orientare l’esercizio dell’attività economica verso il perseguimento di obiettivi di interesse generale. A titolo meramente esemplificativo, è utile richiamare gli obblighi di sostenibilità, i vincoli ambientali, i requisiti per l’accesso ai finanziamenti pubblici, nonché i penetranti poteri di regolazione e vigilanza delle Autorità Amministrative Indipendenti, gli strumenti di golden power e i meccanismi di controllo sugli investimenti strategici. Si registra, quindi, una progressiva «amministrativizzazione» di segmenti della governance societaria, con ciò intendendosi l’ormai inevitabile integrazione funzionale tra autonomia imprenditoriale e finalità pubbliche: la funzione conformativa esercitata dall’autorità pubblica mediante condizioni, criteri di valutazione e sistemi di monitoraggio incide, infatti, in tema di responsabilità degli organi societari, ampliando il perimetro degli interessi rilevanti nelle decisioni strategiche.
L’indagine si propone, da un lato, di verificare in che modo l’azione degli enti pubblici possa contribuire, in via «diretta», a promuovere obiettivi di transizione digitale e sostenibilità ambientale, e, dall’altro, di delimitare i confini entro cui l’intervento pubblico può orientare le scelte societarie nel rispetto della libertà di iniziativa economica, anche in direzione della ricerca delle basi normative che legittimano l’ampliamento del novero degli interessi da tenere in considerazione nell’ambito dei procedimenti di governance societaria. A tal fine, s’intende effettuare una ricostruzione critica del quadro vigente, individuando le tensioni sistemiche e le possibili linee evolutive, nella consapevolezza che la qualità della governance societaria condiziona direttamente la capacità dell’ordinamento di governare le grandi transizioni in atto.